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Strategia SEO: 10 luoghi comuni da dimenticare

I continui aggiornamenti degli algoritmi di Google comportano una costante evoluzione delle tecniche SEO per il posizionamento dei siti web sui motori di ricerca.

Bert, ad esempio (l'ultimo upgrade di ottobre), ha reso Google ancora più bravo nell'interpretare il linguaggio umano per capire l'intento che sta dietro alle ricerche, stringendo ancora di più il cerchio intorno alle attività di produzione e strutturazione dei contenuti.

Come ho scritto in un precedente articolo sui consigli SEO per siti web, esistono regole di base da applicare on-page sempre valide a prescindere dall'approccio all'attività di ottimizzazione: sopravvivono però altrettanti miti che, seppur efficaci in passato, oggi sono assolutamente da sfatare.

Strategie SEO efficaci

INDICE DEI CONTENUTI

Quali sono i miti SEO da sfatare?

Alcune convinzioni in ambito SEO ancora piuttosto diffuse sono oggi del tutto superate. Vale quindi la pena fare un po' di chiarezza per evitare un inutile spreco di energie in azioni di ottimizzazione superflue, se non addirittura controproducenti.

Vediamo quali sono i 10 luoghi comuni sulle strategie SEO assolutamente da dimenticare nel 2020!

1. Più scansioni fa Google, più visibilità ottiene il sito.

Inviare a Google la sitemap del sito quando fai modifiche importanti su una pagina o ne aggiungi una nuova aiuta i bot a trovare ed indicizzare più velocemente i tuoi contenuti.

Ma sollecitare la scansione del sito da parte del motore di ricerca NON serve ad aumentare il posizionamento in SERP: gli spider di Google sono costantemente in perlustrazione sul web per trovare nuovi contenuti da indicizzare indipendentemente dalle tue segnalazioni!

2. Più link ci sono meglio è.

Creare un link significa generare un collegamento con una risorsa web, interna o esterna, ritenuta utile e di valore per l'utente. I link, quindi, sono importantissimi: ma non è la quantità che conta, bensì la qualità.

Nell'ambito di una strategia SEO, fare di tutto per ottenere backlink da risorse esterne favorisce il posizionamento del sito solo se tali link provengono da domini autorevoli: per guadagnare link da domini autorevoli bisogna dimostrare di essere una risorsa valida creando contenuti di qualità per gli utenti.

Quindi, meglio investire sulla creazione di link o sulla produzione di contenuti di qualità?

3. La keyword è tutto ciò che conta.

La capacità di Google di comprendere sempre meglio il linguaggio umano e tutte le sue sfumature, gli intenti di ricerca che si celano dietro le query e la correlazione tra ricerche ha sottratto importanza al concetto di keyword come elemento cardine della strategia SEO.

Oggi è la logica del "Topic Cluster", inteso come raggruppamento di sottoargomenti che si sviluppano intorno ad un argomento centrale, a rivelarsi vincente: è un nuovo approccio alla creazione di contenuti che mira ad aiutare l'utente a circoscrivere l'esatta intenzione della sua ricerca man mano che fruisce i contenuti (indipendentemente dalla coincidenza dei termini che ha usato nella ricerca stessa).

4. Un sito non sicuro si posiziona bene lo stesso.

Può anche essere, ma è bene ricordare che - quando la connessione ad un sito non è protetta dal certificato di sicurezza SSL (i siti sicuri si riconoscono dalla url che inizia con la sigla "https" e non "http") - i browser ci avvisano: Chrome, il browser di Google, ad esempio dice che il sito non è sicuro e che la connessione ad esso non è protetta.

Sai cosa significa questo? Che una buona fetta di utenti (almeno i più attenti) procederanno guardinghi nella navigazione e si guarderanno bene dal lasciarti i loro dati, soprattutto se relativi alla carta di credito, con buona pace dell'esperienza di navigazione che per Google è un fattore di ranking primario.

5. Guai a linkare siti esterni.

Non c'è niente di male a linkare una risorsa esterna, basta che l'intento sia quello di arricchire l'offerta di contenuti per l'utente e che il collegamento sia effettuato in maniera naturale.

Il concetto base è sempre il medesimo: fornire un valore aggiunto!


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6. Il meta-tag description è fondamentale per il posizionamento.

Falso! La description non influenza in alcun modo il posizionamento.

Piuttosto, è un'opportunità in più per rafforzare il tuo messaggio: l'utente che atterra in SERP deve operare una scelta. Su quale risultato cliccare? Al di là delle statistiche che vedono i primi tre posti contendersi la maggior parte dei click, quei 160 caratteri che anticipano il contenuto della pagina possono fare la differenza se scritti con un copy accattivante, capace di catturare l'attenzione e suscitare la curiosità del lettore!

7. I siti con più pagine si posizionano più in alto.

Vale lo stesso discorso fatto per i link: averne di più non serve ad aumentare il traffico sul sito.

È la qualità dei contenuti che conta: il semplice fatto di avere un maggior numero di pagine classificate negli indici di Google non significa acquisire autorevolezza per il buon servizio reso agli utenti e, men che meno, guadagnarsi un buon posizionamento in SERP.

Per attuare una strategia SEO efficace, mai privilegiare la quantità a scapito della qualità!

8. L'età del dominio conta.

È credenza diffusa che la longevità di un dominio agevoli il ranking del sito: questo è parzialmente vero solo in rapporto a qualità e consistenza dei contenuti diffusi.

Il semplice fatto di avere da anni pagine indicizzate da Google non significa avere più chance di posizionarsi. Certamente, siti "giovani" avranno meno contenuti da diffondere per attestare la loro autorevolezza, ma questo non rende vero il contrario, cioè che domini "vecchi" abbiamo più autorevolezza solo per il fatto di esistere da più tempo.

9. Le keyword con bassi volumi di ricerca non servono.

Se le keyword sono caratterizzate da alti volumi di ricerca vuol dire che sono usate da molte persone: quindi, basare la produzione dei contenuti su queste ultime significa raggiungere una audicence consistente.

C'è però un fattore cruciale da tenere in considerazione: spesso, più il volume di ricerca è alto, più la keyword copre una vasta gamma di intenti di ricerca.

Per una corretta strategia SEO, il consiglio è trovare il giusto equilibrio tra chiavi molto inflazionate che consentono di raggiungere un pubblico più ampio e chiavi con volumi di ricerca più bassi, cioè verticalizzate su intenti di ricerca specifici, con cui intercettare traffico più qualificato ed aumentare il tasso di conversione.

10. L'unico traffico che conta è quello che arriva da Google.

Ogni link che convoglia traffico sul tuo sito (a patto che arrivi da domini autorevoli) è importante: rende i tuoi contenuti più affidabili agli occhi di Google e, quindi, spinge il posizionamento nei risultati di ricerca.

Per invogliare altre risorse web a fare riferimento alla tua occorre impegno: devi arricchire la tua offerta di contenuti e costituirti come fonte di informazioni utili ed originali in grado di fornire contributi preziosi (approfondimenti, punti di vista personali su un particolare argomento, infografiche, documenti da scaricare, dati difficili da reperire, etc…).

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