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Restyling sito web: quando e perché rifare il sito

Quali sono i motivi che spingono un utente a proseguire nella visita ad un sito o a cliccare sul tasto "indietro" del browser nel tempo record di 3 secondi?

Le ragioni che determinano il successo o il fallimento di un sito web sono moltissime (me ne sono venute in mente almeno 25): l'esperienza di navigazione è un fattore cruciale e basta davvero poco per determinare un alto tasso di abbandono, compromettere il processo di conversione, perdere preziose posizioni nei risultati di ricerca organici o farsi una cattiva reputazione.

Cerchiamo di capire quali sono le cose più odiose che può trovare un utente quando atterra su un sito e come creare un sito web evitandole o sottoporlo a restyling per eliminarle!

Brutto sito web da rifare

INDICE DEI CONTENUTI

1. Aspetto

1.1. Il design è obsoleto.

Il motivo più diffuso che, di solito, spinge a sottoporre a restyling un sito web è l'aspetto grafico superato.

Ma una grafica antiquata, non ha solo risvolti di natura estetica: è sorprendente l'impatto che il design di un sito web può avere sul grado di affidabilità percepita da chi lo visita. Utenti non soddisfatti dell'aspetto di un sito arrivano al punto di non considerare credibili i suoi contenuti.

Lo dimostra uno studio condotto dalla Dott.ssa Elizabeth Sillence, psicologa e ricercatrice della Northumbria University di Newcastle. Ai partecipanti è stato chiesto di valutare alcuni siti web sull'ipertensione ed esprimere un loro parere in merito. Il 94% degli intervistati ha ammesso che il design del sito ha giocato un ruolo decisivo nel determinare il grado di fiducia nei suoi contenuti.

2.1. Il sito è pieno di immagini stock scadenti.

L'impatto visivo di un sito è fondamentale per catturare l'attenzione degli utenti e comunicare loro il messaggio con una velocità che le parole non possiedono.

Per questo motivo le immagini sono così importanti… ma attenzione! Un ricorso smodato a foto stock generiche, scontate e "finte" ottiene l'effetto opposto.

Le immagini sono utili solo se comunicano qualcosa, sia essa un concetto, la funzione di un prodotto o l'efficacia di un servizio. Una foto generica non aiuta chi visita il tuo sito: è molto meglio mostrare immagini reali dei clienti, dei dipendenti, della tua azienda e di quello che offre (sempre che siano professionali e di buona qualità).

2. User Experience

1.2. Il sito è troppo lento.

Non è una novità: i siti che si caricano lentamente, soprattutto da mobile, sono frustranti per gli utenti. Al punto tale che Google pare voglia introdurre una nuova funzione sul suo browser: è probabile che nel prossimo futuro, Chrome ci darà indicazioni anche sulla velocità di un sito web.

Un sito che si visualizza con lentezza esaspera i visitatori (peggio ancora se fruito da smartphone) influendo negativamente non solo sui tassi di conversione, ma anche sulla percezione del brand. Secondo uno studio condotto dalla Ericsson, infatti, quando i tempi di caricamento si allungano, gli utenti sono più inclini ad incolpare il sito piuttosto che il loro fornitore di servizi mobili.

Quindi, senza rifare il sito web ex-novo, è comunque importante agire su tutti i fattori che possono contribuire a renderlo più veloce!

2.2. Il sito non è ottimizzato per il mobile.

Se il sito non è ottimizzato per i dispositivi mobili, l'esperienza di navigazione di chi usa lo smartphone per visitarlo peggiora notevolmente: questo non piace né agli utenti, né ai motori di ricerca, determinando forti penalizzazioni in termini di posizionamento e visibilità.

Google è costantemente al lavoro per offrire agli utenti un'esperienza immediata e fluida mentre navigano su internet: per questo motivo, vista la crescente incidenza dell'uso degli smartphone per navigare, penalizza i siti che ostacolano la fruizione del web da mobile (con il "Mobile First Indexing", da luglio 2019 ha addirittura deciso di dare priorità all'indicizzazione dei contenuti pronti per il mobile rispetto ai contenuti per desktop).

Il restyling del sito web è quindi opportuno se per la sua realizzazione non sono stati rispettati i principi del responsive web design.

3.2. Il sito offre una pessima esperienza di navigazione.

Non c'è niente di peggio che atterrare su un sito e non capire cosa fare e dove andare. Hai presente la sensazione di smarrimento che provi quando vai all'ospedale per una visita e, arrivato in reparto (già con qualche difficoltà), devi orientarti?

La progettazione di un sito web deve basarsi su una struttura solida (l'alberatura) dove i contenuti sono organizzati secondo le aspettative di chi lo visita.

Successivamente, lo sviluppo deve prevedere menu di navigazione semplici ed intuitivi, call to action che invitino l'utente a compiere un'azione senza innescare dubbi, breadcrumbs (letteralmente "briciole di pane") aventi la funzione di una vera e propria mappa che indica "voi siete qui". Se queste regole fondamentali non sono state applicate, forse è venuto il momento di pensare seriamente a rifare il sito web!

Per l'utente è fondamentale riconoscere con facilità gli step da seguire per fruire i contenuti che desidera: ostacolare la sua esperienza con un sito che lo intrappola come un labirinto apparentemente infinito di opzioni di navigazione mal strutturate è il miglior modo per perdere un preziosissimo potenziale cliente.

4.2. Il sito ha pochi link interni (oppure sono fatti male).

I link interni indirizzano i fruitori di un sito verso altre informazioni (magari più approfondite) pertinenti le loro ricerche e fanno capire ai motori di ricerca quali sono le risorse web più importanti di un sito. Immaginali come fossero strade che utenti e motori di ricerca seguono per arrivare alle informazioni di cui hanno bisogno: più sono chiare e lineari, più sarà semplice per chi le percorre raggiungere la meta.

Assicurati quindi che i link interni al tuo sito rimandino a contenuti pertinenti, che il testo di ancoraggio (anchor text) anticipi con precisione dove il clic porterà l'utente e che non siano in numero eccessivo (troppi link sono dispersivi e rendono le pagine difficili da leggere): sottoporre a restyling il sito web potrebbe essere opportuno per migliorare la qualità di link, la loro distribuzione ed i relativi anchor text!

5.2. Il sito è pieno zeppo di pop-up.

Ricorrere ai pop-up con call to action accattivanti è sicuramente una buona prassi per generare conversioni (soprattutto per ottenere lead), ma non bisogna esagerare. Quando l'apparizione di pop-up è eccessiva al punto di disturbare la lettura di un contenuto, si ottiene l'effetto opposto: l'utente scappa a gambe levate, altro che lasciarti i suoi dati!

Quindi pop-up sì, ma a patto che non siano troppi, che siano intelligenti (possibilmente, cioè, con CTA diverse a seconda del grado di interazione dell'utente con il tuo sito), che siano monitorabili (funzionano? portano contatti? gli utenti li ignorano? mettiti nella condizione di capire se sono efficaci o se possono essere rimossi) e, soprattutto, che usino un linguaggio "educato" e non troppo imperativo.

6.2. Il sito è invaso dai banner pubblicitari.

Come nel caso dei pop-up, anche troppi banner pubblicitari possono risultare fastidiosi perché compaiono in momenti inopportuni disturbando il processo di lettura e ricerca dell'utente.

Può essere opportuno, quindi, pensare ad un restyling del sito web anche nell'ottica di razionalizzare i banner, limitando il numero di annunci al minimo indispensabile e valutando bene la posizione in cui vengono visualizzati: gli annunci non dovrebbero essere la prima cosa che i visitatori vedono e non dovrebbero occupare più risorse del tuo sito rispetto ai contenuti di valore per il pubblico.

7.2. I contenuti multimediali partono automaticamente.

Sei dal commercialista in sala d'attesa, stai attendendo il tuo turno e decidi di ammazzare il tempo consultando internet… Cerchi una ricetta, la trovi, clicchi sul risultato in SERP che ti convince di più ed ecco che parte un video a tutto volume… armeggi per cercare il pulsante che disattiva l'audio e non lo trovi: fai prima a cliccare il tasto "back" del browser.

I contenuti multimediali sono l'ultima tendenza in fatto di content marketing perché piacciono un sacco agli utenti, ma è bene che la loro fruizione dipenda da un'azione volontaria: se preferisci comunque ricorrere all'autoplay, fai in modo che la visualizzazione parta almeno in modalità "silenziosa".

8.2. Il sito ha più animazioni di una discoteca.

La concentrazione del lettore non deve essere disturbata da animazioni, video a riproduzione automatica, banner lampeggianti o da qualsiasi altro tipo di intrattenimento interattivo che genera confusione.

Catturare l'attenzione è una partita che si gioca in soli 3 secondi, il tempo record che un utente impiega per capire a colpo d'occhio se la risorsa trovata fa al caso suo oppure se non vale la pena soffermarsi: giocarsi questo battito di ciglia disorientando chi è atterrato sul tuo sito web (magari dopo tutta la fatica fatta per ottenere un buon posizionamento su Google) è un vero peccato!


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i 25 errori più diffusi sui siti web che fanno scappare gli utenti a gambe levate!

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3. Contenuti

1.3. Il sito non ha contenuti di valore per il pubblico.

La necessità di rifare il sito web può dipendere anche dalla scarsità della sua offerta per il pubblico in termini di contenuti.

A prescindere dal modo che scegli per diffonderli, il tuo sito non sarà mai "frequentato" se non lo arricchisci con informazioni utili. Basta pagine autocelebrative su come è seria l'azienda e su quanto vale il prodotto/servizio che vendi… quello è scontato: il pubblico si aspetta soluzioni!

Oggi è facile trovare in autonomia tutte le informazioni su un prodotto o un servizio senza contattare il venditore: basta digitare una domanda nel browser ed aspettare che Google ci proponga i risultati che reputa più attendibili. Se la risorsa che offre le risposte migliori è il tuo sito web (e con un blog moltiplichi le pagine del sito che possono essere indicizzate dal motore di ricerca), gli utenti impareranno ad identificarti come interlocutore affidabile ed esperto di settore: a chi si rivolgeranno quando sarà il momento di prendere una decisione d'acquisto?

2.3. Il copy delle pagine web è afflitto dal "keyword stuffing".

Tonnellate di paragrafi zeppi di parole chiave: ma oggi Google è diventato "furbo" e se ne infischia, anzi penalizza i contenuti scritti per i bot. Con un algoritmo sempre più sofisticato, il motore di ricerca più diffuso al mondo è diventato semantico: si rende cioè conto se il modo di scrivere è pensato per gli esseri umani e "capisce" quando un contenuto è pertinente.

I testi afflitti da keyword stuffing (cioè ripieni di parole chiave) oltre ad indisporre i motori di ricerca, affaticano la lettura perché rendono innaturale la scrittura: il continuo ripetersi di parole o frasi praticamente identiche non aggiunge alcun valore al contenuto fruito. Anzi, lo svuota di qualsiasi significato annoiando il lettore che sicuramente rimbalzerà via alla ricerca di una risorsa più interessante.

3.3. I titoli sono incongrui rispetto al contenuto.

I titoli sono un'arma eccezionale per catturare l'attenzione del lettore: lo sanno bene le grandi testate giornalistiche che, al loro interno, hanno addirittura professionisti (i titolisti) che si occupano quasi esclusivamente della loro creazione.

Attenzione però: mai promettere ciò che non si può mantenere! Deludere le aspettative di chi legge con un contenuto che non ha niente a che fare con quanto anticipato nel titolo abusando dell'innata propensione alla curiosità dell'essere umano genera nell'utente solo una gran delusione.

Bisogna fornire contenuti che entusiasmino quanto il titolo: indulgere al sensazionalismo è una strategia che non ripaga, soprattutto sul web!

4.3. I contenuti non si fanno proprio leggere!

Testi troppo compatti, caratteri poco chiari o troppo piccoli, formattazione sconsiderata, contrasti inefficaci tra sfondo e colore dei font creano solo disordine e non aiutano il flusso cognitivo.

Un buon design passa anche dal modo in cui un testo è scritto: uso di titoli e sottotitoli, aria tra un paragrafo e l'altro, combinazioni di colori ad alto contrasto, caratteri "puliti" (meglio se sans serif) sono solo alcune regole che è bene osservare se vuoi che i tuoi testi risultino più piacevoli da leggere.

4. Lead Capture

1.4. Il sito offre troppi contenuti "in cambio di…".

La fruizione gratuita di contenuti che ti sono costati tanto sudore e fatica (chi scrive per lavoro sa quanto sia arduo riempire una pagina bianca) è già un "regalo" generoso per gli utenti: è comprensibile sentirsi legittimati a pretendere in cambio almeno un contatto mail. Certo, la distribuzione di contenuti free ha proprio questo scopo, ma occorre stare attenti a non esagerare nel proporre risorse "in cambio di…".

I form di registrazione sono ottimi per generare conversioni, ma non bisogna abusarne o renderli troppo complicati e lunghi da compilare. Limita i campi al minimo indispensabile: approfondendo il rapporto con il tuo lead nel tempo (ad esempio con un'azione di e-mail nurturing) troverai occasione e modo per chiedergli informazioni più dettagliate.

2.4. Il sito non ha CTA (call to action).

Vuoi che gli utenti agiscano sul tuo sito in un determinato modo? Vuoi che leggano una pagina? Che scarichino un contenuto? Che si registrino su un form?Che chiedano un buono sconto? Qualsiasi sia l'azione che vuoi indurli a compiere, devi fare in modo che il percorso verso di essa sia fluido e che le modalità per agire siano immediatamente comprensibili.

I visitatori del tuo sito non potranno agire se non li metterai in condizione di farlo: per questo motivo, devi usare inviti all'azione (CTA) convincenti e pertinenti ovunque servano (che siano pagine prodotto o post del tuo blog).

3.4. Le CTA non mantengono ciò che promettono…

Ancora peggio di non avere CTA sul sito, è inserirne alcune dal copy fuorviante: un po' lo stesso discorso che facevo per i titoli… non promettere ciò che non puoi mantenere!

Una vera e propria batosta per i tassi di conversione sono gli inviti all'azione che sbandierano vantaggi e benefici (ad esempio uno sconto immediato) senza specificare termini e condizioni: l'utente che clicca attirato da questo specchietto per le allodole e poi si ritrova a fare i conti con clausole specifiche (tipo che per ricevere lo sconto promesso deve spendere almeno un tot di euro), si sente ingannato. Sarà molto difficile che accetti la tua proposta dopo che le sue aspettative sono state così amaramente deluse.

4.4. …e le landing page neppure.

In generale, strumenti come gli inviti all'azione e le landing page (pagine di atterraggio) sono eccezionali per guidare l'utente verso il funnel di conversione. Pur attingendo a tutte le risorse offerte dalla comunicazione persuasiva però occorre guardarsi bene dall'indulgere nell'esagerazione.

Persone entusiaste che pensano di aver trovato la soluzione perfetta per le loro esigenze visitando una pagina di destinazione o atterraggio, si trasformano in men che non si dica in utenti delusi se arrivano sul sito web e si accorgono che i contenuti non corrispondono a ciò che era stato promesso loro (clic sul pulsante "indietro" assicurato). E i danni si estendono anche alla reputazione del brand.


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i 25 errori più diffusi sui siti web che fanno scappare gli utenti a gambe levate!

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5. Comunicazione

1.5. Nel sito mancano opzioni di contatto.

Nella pagina dei contatti del sito hai inserito un modulo che l'utente può compilare per farti pervenire le sue richieste: il form di contatto è sicuramente un ottimo strumento, ma non basta.

Prima di tutto, è generico e non consente alla persona che in quel momento ha bisogno di aiuto di specificare bene cosa vuole da te e come desidera ricevere le informazioni che cerca. In più, non permette una risposta immediata: l'utente potrebbe non aver tempo di aspettare la tua disponibilità per avere una soluzione.

In conclusione, sì al form nella pagina dei contatti a patto che ci siano anche indicazioni circa altre modalità di contatto come numero di telefono, WhatsApp, e-mail, social, etc…

2.5. La pagina "Chi Siamo" è autocelebrativa ed altisonante.

Sono un visitatore del tuo sito e non ti conosco ancora: ho appena scoperto che la tua offerta è interessante, ma voglio sapere qualcosa di più su di te e la tua azienda. Atterro sulla pagina "Chi Siamo" e trovo uno sproloquio incomprensibile pieno zeppo di termini altisonanti, frasi fatte e riferimenti autocelebrativi.

Rimango un po' delusa perché, come la maggior delle persone, mi aspettavo "una storia".

Per una pagina "Chi Siamo" memorabile, racconta l'identità unica della tua azienda, la ragione per cui fa ciò che fa, di come ciò che produce ha migliorato la vita delle persone e scrivila con un pizzico di creatività pensando di condividerla con il mondo intero: le belle storie piacciono, rendono più "umano" il tuo marchio e forniscono un contesto ed un significato al tuo prodotto o servizio.

3.5. Il sito non comunica efficacemente l'offerta ed i suoi vantaggi.

Quando un utente atterra su un sito web si aspetta di capire subito dov'è capitato facendosi un'idea chiara di ciò che un'azienda offre: vuole una ragione per rimanere. Se non identifica in pochi secondi cosa puoi fare per lui, abbandonerà il tuo sito in favore di un'altra risorsa più utile (probabilmente un tuo competitor).

Il sito deve essere in grado di spiegare chiaramente la tua offerta ed i suoi vantaggi, altrimenti l'utente avvertirà la spiacevole sensazione di essere capitato nel posto sbagliato.

Prima ancora di illustrare come funziona il tuo prodotto o servizio, enfatizza le caratteristiche che lo rendono unico e che giustificano la sua esistenza sul mercato. Racconta come migliora la vita delle persone perché risolve un determinato problema, soddisfa una specifica esigenza o consente di raggiungere proprio quell'obiettivo.

Non basta creare un'offerta interessante, occorre comprendere quanto sia rilevante per il pubblico e, se effettivamente lo è, mostrarla nel modo più attraente possibile per i visitatori!

4.5. Il sito manca di personalità.

Ecco una ragione più che valida per sottoporre a restyling un sito web: la mancanza di personalità!

Il semplice fatto di "avere una personalità", a prescindere dai tratti ideali che si associano a quest'ultima, agevola la connessione di un marchio con il proprio pubblico: una personalità consolidata e riconosciuta è parte integrante del successo di un'azienda.

Anche il sito web deve essere in sintonia con la tua "brand identity" così da consolidare la riconoscibilità della tua immagine: chiunque interagisce con la tua azienda in qualsiasi luogo (digitale o fisico) deve riconoscere e riconoscersi immediatamente nella familiarità della tua linea comunicativa.

6. Ma c'è dell'altro

1.6. Mancano i bottoni per la condivisione sui social.

Se hai fatto un buon lavoro scrivendo ottimi contenuti sul sito (ad esempio sul blog aziendale), gli utenti li apprezzeranno e saranno lieti di diffonderli sui social per condividerli con altre persone. Non costringerli a fare brutali copia/incolla delle URL, ma rendi più semplici le loro vite arricchendo il sito di pulsanti per la condivisione sui social network.

Non farai felici solo gli utenti, ma contribuirai a dare visibilità a ciò che hai scritto con tanta fatica: il sito ne guadagnerà in termini di posizionamento sui motori di ricerca ed il tuo brand vedrà crescere la sua reputazione!

2.6. Stai ancora utilizzando strumenti obsoleti come Flash?!?

Ottima l'idea di pubblicare contenuti video, ma usa un lettore moderno (HTML5, ad esempio, come fa YouTube): dimentica la tecnologia obsoleta di Flash Player che nessun utente aggiorna più (e che, tra l'altro, su mobile non gira proprio).

In generale, lascia perdere plugin e componenti aggiuntivi: oltre a generare problemi di visualizzazione (soprattutto su smartphone), rallentano il sito a scapito di tutti gli sforzi fatti per posizionarlo bene su Google!

3.6. Il sito non è sicuro (o è già stato hackerato).

"Sito non sicuro"… quanto è antipatico questo avviso che compare sulla maggior parte dei browser quando un utente tenta di connettersi con un sito web che gira ancora sotto protocollo HTTP. Potrebbe anche disincentivarlo nel proseguire nella navigazione, non pensi?

Installare sul sito il certificato di sicurezza SSL girandolo in HTTPS non solo garantisce una più efficace protezione dei dati degli utenti grazie a forme avanzate di crittografia che rendono più difficoltosi eventuali tentativi di hackeraggio, ma evita di generare negli utenti più attenti una spiacevole sensazione di disagio che potrebbe indurli a non visitare il sito.

Ora tocca a te!

Abbiamo individuato questi 25 fattori che possono nuocere ad un sito web in termini di gradimento da parte degli utenti basandoci su ciò che abbiamo visto in tanti anni di lavoro.

Spero che la nostra esperienza possa servirti come spunto per sottoporre a restyling il tuo sito web al fine di superare eventuali criticità e come suggerimento per migliorare (se ce ne fosse bisogno) le sue prestazioni eliminando tutto ciò che può essere fastidioso per i visitatori.

NON FARTI PIÙ SCAPPARE I VISITATORI CHE ATTERRANO SUL SITO!
Scarica gratuitamente la nostra infografica sui:
25 errori da evitare sul tuo sito web.

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