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siti e web marketing

Perché è utile analizzare un sito web

Analizzare un sito web è utile per individuare eventuali errori di progettazione e sviluppo al fine di correggerli ed ottimizzare le performance.

Il peggioramento delle prestazioni di un sito in termini di visibilità sui motori di ricerca e conseguente calo delle visite, infatti, può avere molteplici cause.

Lentezza nel caricamento, scarsa responsività, obsolescenza dei contenuti, incapacità di fornire risposte congrue alle esigenze degli utenti, insufficiente usabilità sono solo alcuni dei fattori a cui è possibile imputare lo scarso rendimento di un sito.

Con un'analisi approfondita è possibile individuare i motivi che hanno determinato il fenomeno e porvi rimedio quanto prima. Spesso, dal controllo, emergono criticità che stanno alla base di problemi di indicizzazione: tali problemi possono pregiudicare il naturale posizionamento del sito sui motori di ricerca a tutto vantaggio dei concorrenti diretti.

Ma quali sono i principali aspetti che è opportuno monitorare quando si analizzano le performance di un sito web?

Fare l'analisi del sito web

INDICE DEI CONTENUTI

Velocità di caricamento.

Analizzare un sito web significa, prima di tutto, misurare le tempistiche di caricamento delle sue pagine.

Rendere la navigazione veloce è importante per due motivi:

  1. in primo luogo, in rapporto all'usabilità del sito (l'esperienza di navigazione del visitatore migliora grazie a tempi di attesa più brevi);
  2. in secondo luogo, in rapporto al posizionamento in SERP (i motori di ricerca come Google premiano i siti che si visualizzano più rapidamente).

Esistono diversi sistemi di misurazione on-line (pagespeed tools) per capire se un sito è troppo "pesante" e, quindi, troppo lento nel caricarsi.

Quando riscontri problemi di lentezza sul tuo sito, puoi agire su:

  • l'ottimizzazione delle immagini;
  • la "pulizia" del codice (il linguaggio di programmazione con cui il sito è stato realizzato). Semplificare il codice dà ottimi risultati in termini di velocità di caricamento.

Trends delle parole chiave (Keyword).

Quando si analizza un sito web, è essenziale monitorare l'andamento del suo posizionamento sulle SERP (le pagine dei risultati di ricerca) per riscontrare eventuali oscillazioni nel numero di visite in rapporto alle keyword scelte (parole o frasi chiave che gli utenti utilizzano per effettuare le loro ricerche su Google o altri motori di ricerca).

Esistono appositi strumenti (gratuiti e a pagamento) che consentono di verificare quali keyword hanno le performance migliori e quali, invece, non stanno producendo i risultati sperati.

Compiuta la verifica ed individuati i termini più usati dagli utenti per le loro ricerche in rete, hai gli elementi necessari per agire su due fronti:

  1. sviluppo di nuovi contenuti per il sito, approfondendo gli argomenti che più intercettano le necessità del tuo potenziale pubblico;
  2. ottimizzazione delle pagine web in ottica SEO, per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e dare più visibilità al sito.

Ottimizzazione per i motori di ricerca.

Quando le azioni SEO sono carenti (se non addirittura nulle) è praticamente impossibile ottenere un buon posizionamento organico del sito nei risultati dei motori di ricerca.

Analizzare il sito web serve anche a capire se gli sforzi fatti in tal senso sono serviti per raggiungere gli obiettivi previsti o se occorre ricalibrare le azioni compiute.

Se i risultati non sono quelli sperati, occorre quanto meno verificare se sia possibile intervenire sui fattori on-page nei seguenti termini:

  • riscrittura di tag e meta-tag (tag title e meta-tag description), url, heading tag (H1, H2, H3, etc…), attributi alt delle immagini, anchor text dei link, etc…;
  • revisione dell'architettura del sito e della struttura dei menu ad essa correlata;
  • rivisitazione ed ampliamento dei contenuti in rapporto alle parole chiave individuate in base ai volumi di ricerca, alla pertinenza con i prodotti/servizi offerti, alla rilevanza loro attribuita dagli utenti ed alla concorrenza. Lo sviluppo dei testi, infatti, contribuisce a migliorare le performance del sito in termini di risposte alle esigenze dei visitatori, rendendolo più gradito agli occhi di Google in quanto "risorsa utile" per gli utenti.

Ottimizzazione per il mobile.

L'analisi del sito non può prescindere dalla verifica delle sue prestazioni da mobile.

Oggi Google non fa più sconti e, quando scansiona un sito per indicizzarlo e posizionarlo nelle sue SERP (pagine dei risultati del motore di ricerca), il suo motto è "Mobile first!"

Questo cosa significa? Semplicemente che non è più possibile avere un sito che non sia “responsive” cioè un sito la cui visualizzazione non sia adattabile agli schermi dei diversi dispositivi mobili che tutti noi ogni giorno utilizziamo.

L’adattabilità agli schermi di smartphone e tablet non fa solo contento Google, ma migliora le prestazioni del sito in termini di usabilità per gli utenti che possono visualizzarne con facilità i contenuti testuali e grafici (a prescindere dal dispositivo utilizzato) a tutto vantaggio della loro esperienza di navigazione.

Quando si sottopone un sito web a verifica, bisogna sempre effettuare tutti i necessari test di compatibilità per i dispositivi mobili per assicurarsi che possieda il giusto grado di versatilità.

Presenza di errori tecnici.

Gli errori 404 (ovvero presenza di link che riferiscono a pagine non trovate) sono altamente penalizzati dal punto di vista dell’affidabilità di un sito per i motori di ricerca.

Allo stesso modo, è particolarmente fastidioso per gli utenti (ed antipatico per Google), incappare in errori tecnici che intralciano la navigazione (file non trovati, redirect sbagliati, link ad immagini che non si visualizzano, etc…).

Quando si procede all'analisi di un sito, occorre verificare che tutte le richieste operate dal browser utilizzato dal visitatore (Chrome, FireFox, Edge, etc…) arrivino correttamente al server web (dove risiede il sito stesso) e gli restituiscano senza sorprese i risultati che si aspetta.

Sitemap XML e stato di indicizzazione del sito.

Durante l'analisi di un sito è opportuno verificare se è presente il file di mappa (Sitemap XML), una pagina web ad uso e consumo degli spider (i software che analizzano i contenuti di una rete per conto dei motori di ricerca) che elenca gerarchicamente tutte le pagine del sito: la Sitemap XML ne consente la corretta indicizzazione, agevolando il compito di scansione ed archiviazione dei bot di Google & Co.

Dopo aver accertato l'esistenza della Sitemap, occorre verificare che le pagine effettivamente indicizzate dai motori di ricerca siano proprio quelle che vogliamo siano raggiunte dagli utenti (e non pagine finite per sbaglio nei loro indici).

Allo scopo, ci può essere d'aiuto dare un'occhiata alle SERP.

Digitando l'apposito operatore "site:" seguito dal nome a dominio del sito che vogliamo analizzare, si può verificare se Google ha indicizzato pagine web che non devono in alcun modo essere visibili ed accessibili agli utenti (ad es.: pagine che rimandano al pannello di controllo del server oppure al tema grafico utilizzato).

Se del caso, bisogna provvedere affinché tali link vengano rimossi comunicando a Google di non procedere alla loro indicizzazione.

Assenza di microdati.

I microdati sono informazioni aggiuntive inerenti i contenuti di un sito web comunicate ai motori di ricerca attraverso apposite implementazioni a livello codice.

Anche se un sito privo di microdati funziona lo stesso, queste informazioni agevolano i motori di ricerca nella comprensione dei suoi contenuti e, quindi, contribuiscono significativamente al suo posizionamento nelle SERP.

Ne consegue che, nell'ottica di un miglioramento globale delle performance di un sito, è buona norma accertare presenza e congruità dei microdati: quando si analizza un sito, è bene verificare che il codice sia stato arricchito di tutte quelle informazioni che possono essere utili a Google per capire contesto ed argomenti trattati al fine di proporli agli utenti come risposta più pertinente alle loro ricerche.

Affidabilità del sito web.

Un ulteriore fattore da considerare quando si fa l'analisi di un sito è il suo grado di affidabilità.

Il passaggio dal protocollo "http" al protocollo "https" (tramite l'attivazione sul server che ospita il sito del certificato di sicurezza SSL) rende sicura la connessione tra il sito e chi lo visita.

Google ha reso noto da tempo che - per tutelare gli utenti finali e responsabilizzare coloro che pubblicano i propri contenuti online in merito al trattamento dei dati - ritiene di importanza fondamentale l'uso di questo protocollo. Nel proprio browser (Chrome), ha quindi aggiunto un'informazione tanto importante quanto scoraggiante per l'utente che ha necessità di accedere ad un sito web che usa ancora il vecchio protocollo http: "SITO NON SICURO". Cliccando sul simbolo che compare vicino alla scritta (la lettera "i" racchiusa in un cerchio), Google ci avverte che: "La tua connessione a questo sito non è protetta. Non dovresti inserire dati sensibili in questo sito (ad esempio password o carte di credito) perché potrebbero essere intercettati da utenti malintenzionati".

In modo analogo, ci avvisano anche altri browser come FireFox ed Edge.

È ovvio che messaggi come questi possono spaventare chi sta navigando, causando l'abbandono del sito in favore di un diretto concorrente: un sito che lavora in ambiente sicuro, quindi, è maggiormente apprezzato dai motori di ricerca rispetto ad un sito che opera in ambiente non sicuro.

Nonostante sia importante per i siti internet di qualsiasi tipo, il passaggio al protocollo "https" è assolutamente imprescindibile per quelli che prevedono l'inserimento dei dati del cliente e l'interfaccia con sistemi di pagamento on-line come i siti e-commerce.

Altri fattori da considerare.

Finora abbiamo parlato di tutti quei fattori che possono inficiare le prestazioni di un sito dal punto di vista delle performance come strumento di web marketing (traffico, visibilità, affidabilità, etc…). Cos'altro ancora è opportuno tenere presente per analizzare un sito web a 360 gradi?

Aspetti legali: cookie policy, privacy e condizioni di vendita.

Un’analisi accurata delle prestazioni di un sito web deve comprendere anche una valutazione degli aspetti legali connessi alla gestione dei cookie, al trattamento dei dati degli utenti e, nel caso dei siti di e-commerce, anche alle condizioni di vendita, fornitura e pagamento.

Cookie policy e privacy.

L'informativa su privacy e cookie policy deve essere conforme alle disposizioni normative disciplinate dal Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali (meglio conosciuto come GDPR - General Data Protection Regulation) e pubblicata sul sito web in modo semplice ed accessibile per il visitatore.

Quando si procede al check-up completo di un sito, è opportuno assicurarsi che siano presenti:

  • un banner adeguato che consenta all’utente di informarsi sulla tipologia di cookie utilizzati e, nei casi previsti, gli permetta di lasciare (o negare) il proprio consenso all’impiego di questi ultimi, comprensivo di riferimento ad eventuali cookie di terze parti (e relativi meccanismi di optout);
  • un link che rimandi al testo integrale della privacy policy aziendale (che deve essere “compliance” alle disposizioni del suddetto GDPR).

Condizioni di vendita.

Per i siti e-commerce, un ulteriore aspetto da considerare in termini di conformità agli obblighi di legge è la trasparenza delle politiche applicate alle condizioni di vendita, fornitura e pagamento (informazioni circa l’effettuazione dell’ordine, i prezzi, la documentazione prodotta, il sistema con cui avvengono le transazioni, il diritto di recesso, le modalità di spedizione, il risarcimento di eventuali danni, le responsabilità dei soggetti coinvolti, il ritiro/cambio della merce, etc…).

Durante le operazioni di controllo, bisogna accertarsi che sia ben visibile sul sito apposito link che rimanda al contenuto testuale atto a spiegare tali condizioni in termini facilmente comprensibili.

Monitoraggio del rendimento del sito web.

Analizzare un sito web non serve a nulla se non si monitora costantemente il suo rendimento.

Esistono due strumenti messi a disposizione da Google gratuitamente che consentono di tenere costantemente sotto controllo ed ottimizzare le prestazioni di un sito web in relazione alla visibilità sul motore di ricerca: Google Analytics e Google Search Console.

La funzione principale di Google Analytics è mostrare statistiche e dati relativi agli accessi degli utenti ad un sito web; quella di Google Search Console è monitorare e gestire la presenza del sito nei risultati che appaiono in SERP.

Combinando i dati dei due tool si ricava una panoramica abbastanza precisa circa le performance di un sito in rapporto alle ricerche effettuate dagli utenti sul motore di ricerca. Si ottengono infatti dati molto interessanti quali:

  • le query digitate dagli utenti per le quali il sito web è comparso in SERP;
  • le pagine del sito web su cui sono atterrati gli utenti tramite le loro ricerche su Google;
  • la localizzazione geografica di chi ha visitato il sito;
  • il rapporto tra le impressioni (apparizione di una pagina in SERP a seguito di una ricerca) e click effettivi (CTR);
  • la posizione media delle pagine in SERP relativamente a determinate chiavi di ricerca;
  • e tanto, tanto altro ancora.

Tutte queste informazioni permettono di calibrare nel tempo le azioni di ottimizzazione sul sito web per far sì che restituisca sempre all'utente la migliore risposta possibile alle sue necessità.

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Se vuoi eliminare ogni difetto dal tuo sito web per mettere il turbo alle sue performance, devi scovare tutti i suoi punti deboli sottoponendolo ad un'indagine approfondita.

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