Copywriting per il web: come attrarre con i contenuti

Scrivere contenuti di qualità significa ottenere il massimo dalle parole.

Un testo efficace deve essere in grado di catturare l’attenzione dell’utente, suscitare interesse e stimolare all’azione al fine di influenzare immediate (o successive) decisioni d'acquisto.

La produzione di contenuti è, pertanto, parte essenziale della strategia di marketing aziendale.

Per centrare l’obiettivo, occorre un copy persuasivo ed originale capace di:

  • attrarre visitatori accendendo la loro curiosità verso i prodotti/servizi che offri;
  • generare traffico di qualità fornendo risposte e soluzioni concrete alle loro esigenze;
  • aumentare il numero dei contatti interessati a mantenere un dialogo aperto con te (che sei diventato per loro una risorsa utile ed insostituibile);
  • motivare all’acquisto acquisendo nuovi clienti e generando ulteriore fatturato;
  • fidelizzare chi diventa cliente trasformandolo in un promotore spontaneo del tuo brand.

Copywriting per il web

INDICE DEI CONTENUTI

Produrre contenuti di qualità: da dove cominciare?

Fatti ispirare da te stesso!

Scrivere è l’arte di saper raccontare una storia: un’azienda, così come ogni altra attività umana, è il risultato di progetti, esperienze, valori, condivisioni, successi ed insuccessi... eventi che possono essere narrati sotto forma di contenuti digitali allo scopo di offrire un valore aggiunto agli utenti che li fruiscono.

TU sei la fonte inesauribile di quelle informazioni che ti servono per produrre concetti incisivi: non occorre inventarsi nulla! Racconta chi sei, cosa fai e come lo fai: perché il tuo messaggio possa essere trasmesso forte e chiaro, il tuo pubblico deve sapere tutto.

Cerca di capire qual è la tua Unique Selling Proposition cioè la caratteristica esclusiva che rende il prodotto/servizio che offri unico e differente da quello dei tuoi diretti concorrenti.

Conduci i visitatori del tuo sito web alla scoperta dei reali vantaggi e benefici che potranno ottenere scegliendo la tua soluzione: fai di tutto per renderla davvero irresistibile!

A chi ti stai rivolgendo?

Per avviare un dialogo proficuo bisogna conoscere il proprio interlocutore: usare lo stesso tono di voce agevola la conversazione.

Fondamentale in questo senso è lo studio del target di riferimento: chi sono i tuoi potenziali clienti ed i clienti già acquisiti? quali sono le esigenze che il tuo prodotto/servizio può soddisfare? cosa hanno bisogno di sapere per procedere all’acquisto senza incertezze? perché dovrebbero scegliere la soluzione che offri tu e non quella proposta dai tuoi diretti concorrenti?

Conoscere le persone alle quali ti stai rivolgendo attraverso un’attenta analisi dei loro comportamenti come consumatori e del linguaggio che usano per esprimersi sul web ti consente di sintonizzare la tua comunicazione sulla loro lunghezza d’onda!

In questo senso, ti può essere di grande aiuto delineare una o più buyer personas, rappresentazioni idealizzate, ma realistiche, dei clienti che vorresti avere elaborate a partire dai dati già in tuo possesso inerenti i clienti acquisiti (informazioni demografiche, socio-economiche e relative al loro comportamento come consumatori).

La qualità di ciò che scrivi.

Prima di cominciare a scrivere, rifletti bene sull’uso delle parole perché un testo che funziona:

  • NON deve ANNOIARE, ma educare, spiegare, divertire, informare ed intrattenere;
  • NON deve essere A SENSO UNICO, ma avviare un dialogo tra chi legge e chi scrive;
  • NON deve INTERROMPERE come uno spot urlato ai quattro venti, ma indurre a prestare attenzione;
  • NON deve ALLONTANARE, ma favorire le richieste di contatto;
  • NON deve LUSINGARE, ma attrarre verso vantaggi concreti;
  • NON deve SVELARE troppo, ma stimolare la curiosità.

Chiarezza e semplicità = leggibilità.

Un testo che funziona, infine, NON deve GENERARE SFORZI COGNITIVI, ma agevolare lettura e comprensione!

Nella produzione di testi per il web, è opportuno applicare poche e semplici regole che favoriscono la leggibilità:

  • usa parole semplici (se possibile, evita termini stranieri e tecnicismi per addetti ai lavori);
  • formula frasi brevi eliminando tutto ciò che è superfluo (niente periodi lunghi e pieni di incisi che impegnano troppo ed annoiano chi legge), ma spendendo due parole in più quando occorre chiarire punti complessi;
  • utilizza la punteggiatura per suggerire al lettore la corretta scansione del testo e per riprodurre le intonazioni espressive del parlato;
  • formatta correttamente i testi per enfatizzare i punti importanti e dare respiro durante la lettura (scegli con cura il carattere tipografico più adatto, fai ampio uso di titoli e sottotitoli, ricorri alla divisione in paragrafi, all’allineamento a bandiera, al grassetto, agli elenchi puntati, etc...);
  • piazza qua e là link interni alle pagine web e link esterni verso altre risorse (senza esagerare!) per esaudire le esigenze informative dei lettori che vogliono approfondire determinati argomenti.

Coinvolgere emotivamente chi legge.

Per contenuti efficaci e coinvolgenti ci vogliono parole che contano, che emozionano, che stimolano!

Parole che contano perché esprimono il significato reale di ciò che vuoi dire. Per veicolare il giusto messaggio occorre un lessico chiaro e pertinente: chi legge non deve fraintendere, ma capire.

Parole che emozionano perché evocano scenari connessi all’immaginario. Andare al di là del significato intrinseco di una parola significa liberare l’immaginazione del lettore per indurlo a sognare attraverso la narrazione.

Parole che stimolano perché generano curiosità e suggeriscono idee. Porre domande che spingono il lettore a riflettere sui propri bisogni crea l’occasione perfetta per proporgli l’efficacia della tua soluzione. Svelare ad un utente interessato solo una parte delle caratteristiche di un prodotto lo motiverà a voler sapere di più: catturata la sua attenzione, non gli rimarrà altro da fare che approfondire.

È il momento di “convertire”.

Dopo tutta questa fatica, il lettore deve passare all’azione: in una fase così delicata, le parole sono più importanti che mai! 

Quello che scrivi e come lo scrivi decreterà il successo o il fallimento della tua strategia di comunicazione.

Per indurre l’utente a fare ciò che desideri in quel preciso momento (senza rimandare), non solo la grafica (forma e colore del bottone), ma soprattutto il copy della “call to action” (letteralmente “chiamata all’azione”) deve essere davvero efficace e cioè:

  • essere chiaro nel comunicare il beneficio conseguente all’azione che l’utente sta per compiere;
  • essere semplice per non generare dubbi su come e quando procedere.

Non dimenticarti di Google.

Scrivere per l’utente: certo! sempre! ...ma con un occhio alla SEO (Serch Engine Optimization).

La produzione di ottimi contenuti testuali per un sito web ha un unico scopo: conferire prestigio ed autorevolezza al sito stesso in rapporto alla soddisfazione di chi lo fruisce. Essere una risorsa utile per il pubblico e diventarne punto di riferimento dà lustro all’azienda, fa felici gli utenti e soddisfa i motori di ricerca contenti di restituire in SERP risultati utili e di qualità.

Quando si abbina lo “spessore” dei contenuti all’applicazione delle migliori tecniche SEO (ricerca delle parole chiave, ottimizzazione on-page, gestione dei back-link in entrata, etc…), il posizionamento vien da sè!

Rivedere i testi “vecchi” per renderli più efficaci.

Hai già un sito internet, ma:

  • non si posiziona bene nei risultati dei motori di ricerca;
  • ha un forte tasso di rimbalzo (gli utenti lo abbandonano dopo pochi secondi);
  • non converte (genera traffico, ma non porta contatti, richieste di preventivo e men che meno clienti).

Hai mai pensato che potrebbe “essere colpa” dei contenuti testuali?

Con il nostro servizio di scrittura (o riscrittura) testi per il web miriamo a rendere il copy del tuo sito internet più incisivo e performante in termini di comunicazione, per dare nuova visibilità alla tua attività, promuovere efficacemente la tua immagine, acquisire ulteriore pubblico per trattenerlo sulle tue pagine web ed orientarlo verso l’acquisto e la fidelizzazione.

Se sei attratto dall’idea di aumentare visibilità, traffico e clienti soddisfatti grazie ad un copy persuasivo, rivolgiti ad una web agency professionista!

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Analisi sito web: individuare gli errori per migliorare le performance

Il peggioramento delle prestazioni di un sito web in termini di visibilità sui motori di ricerca e conseguente calo delle visite, può avere molteplici cause: lentezza nel caricamento, scarsa responsività, obsolescenza dei contenuti, incapacità di fornire risposte congrue alle esigenze degli utenti, insufficiente usabilità, etc...

In questi casi, è consigliabile condurre un’analisi approfondita per individuare i motivi che hanno determinato il fenomeno e porvi rimedio quanto prima. Spesso, dal controllo, emergono criticità in grado di generare problemi di indicizzazione e, conseguentemente, di pregiudicare il naturale posizionamento del sito sui motori di ricerca (a tutto vantaggio dei concorrenti diretti).

Ma quali sono i principali aspetti che è opportuno monitorare quando si analizzano le performance di un sito web?

Perché analizzare un sito web

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Velocità di caricamento.

Esistono diversi sistemi di misurazione on-line (pagespeed tools) per capire se un sito è troppo “pesante” e, quindi, troppo lento nel caricarsi.

Rendere la navigazione veloce è importante per due motivi:

  • in primo luogo, in rapporto all’usabilità del sito stesso (l’esperienza di navigazione del visitatore migliora grazie a tempi di attesa più brevi);
  • in secondo luogo, in rapporto al posizionamento in SERP (i motori di ricerca come Google premiano i siti che si visualizzano più rapidamente).

Quando riscontri problemi di lentezza sul tuo sito, puoi agire su:

  • l’ottimizzazione delle immagini;
  • la “pulizia” del codice (il linguaggio di programmazione con cui il sito è stato realizzato). Semplificare il codice dà ottimi risultati in termini di velocità di caricamento.

Trends delle parole chiave (Keywords).

È essenziale monitorare l’andamento del posizionamento del sito in SERP (pagina dei risultati restituiti dai motori di ricerca) per riscontrare eventuali oscillazioni nel numero di visite in rapporto alle keywords scelte (parole chiave che gli utenti utilizzano per effettuare le loro ricerche su Google).

Esistono appositi strumenti gratuiti e a pagamento (seo tester on-line) che consentono di verificare quali keywords hanno le performance migliori e quali, invece, non stanno dando i risultati sperati.

Compiuta l’analisi ed individuati i termini più usati dagli utenti per cercare in rete, hai gli elementi necessari per approfondire gli argomenti che più intercettano le necessità del tuo potenziale pubblico (sviluppo dei contenuti) e potenziare le pagine web per aumentare le visite con un fine lavoro di ottimizzazione SEO on-page.

Ottimizzazione per i motori di ricerca.

Quando le azioni di ottimizzazione in ottica SEO del sito sono carenti (se non addirittura nulle) è praticamente impossibile ottenere un buon posizionamento organico nei risultati dei motori di ricerca (maggiore visibilità possibile su internet).

In questi casi, occorre quanto meno applicare le regole base per una corretta SEO on-page che, in linea di massima, sono le seguenti:

  • riscrittura tag e meta-tag (tag title e meta-tag description), url, heading text (H1, H2, H3, etc…), attributi alt delle immagini, etc…;
  • revisione dell’architettura del sito e della struttura del menu ad essa correlata;
  • rivisitazione ed ampliamento dei contenuti testuali sulla base di un’accurata ricerca delle parole chiave in base ai volumi di ricerca, alla pertinenza con i prodotti/servizi offerti, alla rilevanza loro attribuita dagli utenti ed alla concorrenza.

Lo sviluppo dei testi contribuisce a migliorare le performance del sito in termini di risposte alle esigenze dei visitatori, rendendolo più gradito agli occhi di Google in quanto “risorsa utile” per gli utenti.

Ottimizzazione per il mobile.

Oggi Google non fa più sconti e, quando scansiona un sito per indicizzarlo e posizionarlo nella sua SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca), il suo motto è “Mobile first!”.

Questo cosa significa? Semplicemente che non è più possibile avere un sito che non sia “responsive” cioè un sito la cui visualizzazione non sia adattabile agli schermi dei diversi dispositivi mobili che tutti noi ogni giorno utilizziamo.

L’adattabilità agli schermi di smartphone e tablet non fa solo contento Google, ma migliora le prestazioni del sito in termini di usabilità per gli utenti che possono visualizzarne con facilità i contenuti testuali e grafici (a prescindere dal dispositivo utilizzato) a tutto vantaggio della loro esperienza di navigazione.

Quando si sottopone un sito web a verifica, bisogna sempre effettuare tutti i necessari test di compatibilità per i dispositivi mobili per assicurarsi che possieda il giusto grado di versatilità.

Presenza di errori tecnici.

Gli errori 404 (ovvero presenza di link che riferiscono a pagine non trovate) sono altamente penalizzati dal punto di vista dell’affidabilità di un sito per i motori di ricerca.

Allo stesso modo, è particolarmente fastidioso per gli utenti (ed antipatico per Google), incappare in errori tecnici che intralciano la navigazione (file non trovati, redirect sbagliati, link ad immagini che non si visualizzano, etc…).

Quando un sito web viene analizzato, occorre verificare che tutte le richieste operate dal browser utilizzato dal visitatore (Chrome, FireFox, Edge, etc…) arrivino correttamente al server web (dove risiede il sito stesso) e gli restituiscano senza sorprese i risultati che si aspetta.

Assenza o imprecisione del file mappa (Mappa XML).

In ogni sito web è (o, almeno, dovrebbe essere) presente un file di mappa che consente la corretta indicizzazione del sito stesso su internet (agevola il compito di scansione ed archiviazione delle pagine web al bot di Google).

Dopo averne accertato l’esistenza, occorre verificare che le pagine indicizzate siano effettivamente quelle che vogliamo siano raggiunte dagli utenti attraverso il menu di navigazione del sito (e non pagine restituite da Google perché catalogate nei suoi indici e, quindi, potenzialmente intercettabili dalle ricerche di chi naviga al di là delle nostre intenzioni).

Attraverso un apposito comando, è opportuno scoprire tutte le pagine web “viste” da Google e provvedere a fargli sapere quali sono quelle che deve effettivamente considerare e quelle che deve ignorare.

Stato di indicizzazione del sito.

Analizzando la SERP di Google, spesso emerge che - all'interno degli indici del motore di ricerca - sono presenti pagine web riconducibili al sito che non devono in alcun modo essere visibili ed accessibili agli utenti (ad es.: pagine che rimandano al pannello di controllo del server oppure al tema grafico utilizzato).

Anche in questo caso, bisogna provvedere affinché tali link vengano completamente rimossi comunicando a Google di non procedere alla loro indicizzazione.

Assenza di microdati.

I microdati sono informazioni aggiuntive inerenti i contenuti di un sito comunicate ai motori di ricerca attraverso apposite implementazioni a livello codice.

Anche se un sito privo di microdati funziona lo stesso, queste informazioni agevolano i motori di ricerca nella comprensione dei suoi contenuti e, quindi, contribuiscono significativamente al suo posizionamento in SERP.

Ne consegue che, nell’ottica di un miglioramento globale delle performance di un sito, è buona norma procedere anche in questo senso: per questo motivo, quando si realizza un sito web o si agisce per migliorarne le prestazioni, è bene arricchire il codice di tutte quelle informazioni che possono essere utili a Google per capire contesto ed argomenti trattati al fine di proporli agli utenti come risposta più pertinente alle loro ricerche.

Affidabilità del sito web.

Il passaggio dall’attuale protocollo “http” al protocollo “https” (tramite l’attivazione sul server che ospita il sito del certificato di sicurezza SSL) rende sicura la connessione tra lo stesso sito web e chi lo visita.

Google ha reso noto da tempo che - per tutelare gli utenti finali e responsabilizzare coloro che pubblicano i propri contenuti online in merito al trattamento dei dati - ritiene di importanza fondamentale l'uso di questo protocollo. Nel proprio browser (Chrome), ha quindi aggiunto un'informazione tanto importante quanto scoraggiante per l'utente che ha necessità di accedere ad un sito web che usa ancora il vecchio protocollo http: "LA TUA CONNESSIONE A QUESTO SITO NON È PROTETTA".

È ovvio che questo messaggio può spaventare chi sta navigando, causando l'abbandono del sito in favore di un diretto concorrente: un sito che lavora in ambiente sicuro, quindi, è maggiormente apprezzato da Google rispetto ad un sito che opera in ambiente non sicuro.

Nonostante sia importante per i siti internet di qualsiasi tipo, il passaggio al protocollo “https” è assolutamente imprescindibile per quelli che prevedono l’inserimento dei dati del cliente e l’interfaccia con sistemi di pagamento on-line come i siti e-commerce.

Altri fattori da considerare.

Finora abbiamo parlato di tutti quei fattori che possono inficiare le prestazioni di un sito web dal punto di vista delle performance come strumento di web marketing (traffico, visibilità, affidabilità, etc…). Cos’altro è opportuno tenere ancora presente?

Aspetti legali: cookie policy, privacy e condizioni di vendita.

Un’analisi accurata delle prestazioni di un sito web deve comprendere anche una valutazione degli aspetti legali connessi alla gestione dei cookie, al trattamento dei dati degli utenti e, nel caso dei siti di e-commerce, anche alle condizioni di vendita, fornitura e pagamento.

Cookie policy e privacy.

Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali (il famigerato GDPR - General Data Protection Regulation).

Ciò significa che, oggi, l’informativa su privacy e cookie policy deve essere conforme alle nuove disposizioni normative e pubblicata sul proprio sito web in modo semplice ed accessibile per il visitatore.

Quando si procede al check-up completo ad un sito, è opportuno assicurarsi che siano presenti:

  • un banner adeguato che consenta all’utente di informarsi sulla tipologia di cookie utilizzati e, nei casi previsti, gli permetta di lasciare (o negare) il proprio consenso all’impiego di questi ultimi, comprensivo di riferimento ad eventuali cookie di terze parti (e relativi meccanismi di optout);
  • un link che rimandi al testo integrale della privacy policy aziendale (che deve essere “compliance” alle disposizioni dell’attuale GDPR).

Condizioni di vendita.

Per i siti e-commerce, un ulteriore aspetto da considerare in termini di conformità agli obblighi di legge è la trasparenza delle politiche applicate alle condizioni di vendita, fornitura e pagamento (informazioni circa l’effettuazione dell’ordine, i prezzi, la documentazione prodotta, il sistema con cui avvengono le transazioni, il diritto di recesso, le modalità di spedizione, il risarcimento di eventuali danni, le responsabilità dei soggetti coinvolti, il ritiro/cambio della merce, etc…).

Durante le operazioni di controllo, bisogna accertarsi che sia ben visibile sul sito apposito link che rimanda al contenuto testuale atto a spiegare tali condizioni in termini facilmente comprensibili.

Monitoraggio del rendimento del sito web.

Esistono due strumenti messi a disposizione da Google gratuitamente che consentono di tenere costantemente sotto controllo ed ottimizzare le prestazioni di un sito web in relazione alla visibilità sul motore di ricerca: Google Analytics e Google Search Console.

La funzione principale di Google Analytics è mostrare statistiche e dati relativi agli accessi degli utenti ad un sito web; quella di Google Search Console è monitorare e gestire la presenza del sito nei risultati che appaiono in SERP.

Combinando i dati dei due tool si ricava una panoramica abbastanza precisa circa le performance di un sito in rapporto alle ricerche effettuate dagli utenti sul motore di ricerca. Si ottengono infatti dati molto interessanti quali:

  • le query digitate dagli utenti per le quali il sito web è comparso in SERP;
  • le pagine del sito web su cui sono atterrati gli utenti tramite le loro ricerche su Google;
  • la localizzazione geografica di chi ha visitato il sito;
  • il rapporto tra le impressioni (apparizione di una pagina in SERP a seguito di una ricerca) e click effettivi (CTR);
  • la posizione media delle pagine in SERP relativamente a determinate chiavi di ricerca;
  • e tanto, tanto altro ancora.

Tutte queste informazioni, permettono di calibrare nel tempo le azioni di ottimizzazione sul sito web (lato SEO e non solo) per far sì che i suoi contenuti restituiscano sempre all’utente la migliore soluzione possibile per soddisfare le sue necessità.

Scopri le criticità ed ottieni di più dal tuo sito web.

Se vuoi elimininare ogni difetto dal tuo sito web per mettere il turbo alle sue performance, devi scovare tutti i suoi punti deboli sottoponendolo ad un'indagine approfondita.

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Come sviluppare una landing page che converte

Cos’è una landing page?

Una landing page è una pagina web progettata e realizzata con un obiettivo preciso: generare conversioni.

Letteralmente, in italiano, “landing page” significa “pagina di atterraggio”: l’utente vi “approda” dopo aver cliccato su un messaggio pubblicitario, su un risultato restituito dal motore di ricerca (organico o a pagamento), su un banner promozionale, etc...

Ciò significa che una landing page, per funzionare davvero, deve essere in grado di:

  • attirare l’attenzione di chi sta navigando in rete con un intento di ricerca di tipo commerciale (comprare un oggetto, scegliere dove passare le vacanze, a quale professionista affidare la ristrutturazione della casa);
  • suscitare interesse verso il prodotto/servizio proposto perché illustra con chiarezza quali sono i vantaggi concreti per chi lo sceglie;
  • generare attrazione verso il prodotto/servizio proposto perché crea un senso di urgenza che spinge l’utente a desiderarlo, convincendolo di aver trovato la soluzione migliore al suo problema;
  • spingere all’azione per cui la pagina è stata accuratamente progettata e programmata (un contatto, una richiesta di preventivo o - perché no? - un acquisto!).

Landing page per convertire

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Qual è l’obiettivo di una landing page?

La progettazione di una landing page è sempre orientata alla conversione: lo scopo è trasformare semplici visitatori della pagina in contatti (stabilendo con loro una relazione che possa successivamente portare alla vendita) o clienti (acquisto diretto di un bene o di un servizio).

La conversione è, in generale, il raggiungimento di un obiettivo specifico più o meno importante nel contesto di una strategia di web marketing finalizzata alla vendita.

Perché un progetto di web marketing sia efficace, occorre per prima cosa analizzare come funziona il processo d’acquisto per un determinato settore/prodotto/azienda al fine di elaborare, grazie ai dati raccolti, la migliore strategia per intercettare i potenziali clienti ed ottimizzare ciascuna delle fasi del processo stesso.

Come si svolge il processo d'acquisto.

Il processo di acquisto è, in sintesi, il percorso che conduce un consumatore all'acquisto di un bene o di un servizio.

Si può schematizzare nelle seguenti fasi:

FASE #1: ricerca di una soluzione al proprio problema ➩ atterraggio.

FASE #2: confronto / valutazione della migliore soluzione ➩ attrazione.

FASE #3: decisione / prenotazione (acquisto) ➩ conversione.

FASE #4: appagamento per il servizio acquistato (ho risolto il problema?) ➩ soddisfazione.

Qual è il ruolo della landing page nell'ambito del processo d'acquisto?

La landing page ha il compito di:

  • intercettare il visitatore che ha un problema da risolvere ➩ atterraggio;
  • illustrargli i vantaggi della soluzione proposta ➩ attrazione;
  • convincerlo di aver trovato la soluzione al problema e trasformarlo in cliente ➩ conversione.

Una landing page è davvero efficace e persuasiva solo quando riesce a spingere gli utenti entrati in contatto con noi ad acquistare o lasciare i propri dati.

Come si convoglia traffico sulla landing page?

La landing page è una pagina visualizzata in risposta al clic su un risultato di ricerca o su un annuncio online.

Per intercettare i potenziali clienti e convogliare traffico sulla pagina, esistono diverse strategie.

RICORRERE ALLA PUBBLICITÀ A PAGAMENTO con Google o Facebook Ads (“web advertising”). Si tratta di campagne “pay per click” mirate a portare utenti profilati sulla landing page attraverso la pubblicazione di annunci.

OTTIMIZZARE CON LA SEO. In questo caso, poiché il traffico sulla landing page deriva dai risultati non a pagamento dei motori di ricerca, bisogna mirare ad un buon posizionamento organico della pagina stessa attraverso un attento studio delle parole chiave (“keywords”).

FARE CONTENT MARKETING. Si diffondono contenuti informativi attraverso i social network, la sezione blog del sito web o azioni di e-mail marketing con l’obiettivo di generare visite alla landing page (in questo modo, è possibile monetizzare anche gli sforzi fatti nella creazione dei contenuti stessi tracciandone l’efficacia).

SFRUTTARE I SOCIAL (Facebook, Istagram, Twitter o qualsiasi altro) e le pagine del sito che generano traffico (ad esempio, gli articoli della sezione blog). Questo è un ottimo modo per invogliare i visitatori a cliccare sul link che porta alla landing page: analogamente, attraverso la divulgazione di contenuti informativi, si possono invitare gli iscritti alla nostra mailing-list a compiere un’azione specifica (cioè a visitare la landing page).

Realizzare una landing page efficace in 11 mosse.

Se vuoi creare una landing page che funziona devi adottare specifici accorgimenti che rendono la pagina accattivante e persuasiva.

Mossa #1. Scegli un Titolo (headline) che cattura l’attenzione.

Sia che si tratti di carta stampata o di testi digitali, il titolo è la prima cosa che colpisce chi legge (ed è anche ciò a cui si presta più attenzione!): per questo motivo devi dedicare particolare cura alla creazione di titoli che incuriosiscano l’utente e lo invoglino a proseguire nell’esplorazione della pagina.

Mossa #2. Assicura coerenza tra contenuto dell’annuncio ed offerta espressa.

All’interno della landing page, spiega l’offerta coerentemente a quanto promesso nell’annuncio, proprio per evitare che l’utente abbandoni repentinamente la pagina perché non trova quello che si aspetta.

Mossa #3. Metti bene in evidenza l’invito all’azione.

In punti strategicamente studiati della landing page posiziona pulsanti ben visibili per forma e colore (le CTA abbreviazione di "Call to Action) che invitano l’utente a compiere l’azione che desideri durante l’esplorazione della pagina.

Mossa #4. Crea form di richiesta dati più semplici possibile.

Per evitare di far perdere tempo a chi sta navigando in rete per risolvere un problema, inserisci nella landing page form di contatto con pochi campi e facili da compilare (se l’utente si stufa, c’è il rischio che abbandoni la pagina prima di essere passato all’azione).

Mossa #5. Spiega bene i vantaggi dell’offerta.

Per fare in modo che l’utente percepisca immediatamente quali vantaggi ottiene se accetta l’offerta, descrivine il valore ricorrendo ad un copy estremamente chiaro, lineare e sintetico.

Mossa #6. Anche l’occhio vuole la sua parte.

Adeguata formattazione, oculata scelta dei colori e delle immagini, ricorso ad elenchi puntati e corrette spaziature fra i paragrafi… perfino la scelta del carattere tipografico incide sulla leggibilità e sull’efficacia di un testo!

Mossa #7. Inserisci foto di qualità.

Il linguaggio delle immagini è immediatamente comprensibile a chiunque: aggiungere una fotografia di qualità (cioè fatta da un professionista) alla landing page conferisce alla pagina una potenza comunicativa davvero straordinaria.

Mossa #8. Evita i link verso l’esterno.

Non vogliamo che l’utente abbandoni la pagina perché distratto da un qualsiasi social o da un altro sito internet (magari di un concorrente): evita quindi di inserire link che puntano fuori dalla pagina.

Mossa #9. Assicurati che la pagina si carichi velocemente...

È fondamentale che chi approda sulla landing page non perda tempo (bastano 3 secondi per far scappare un potenziale cliente!): ottimizza la pagina affinché possa essere visualizzata il più velocemente possibile.

Mossa #10. ...e che sia compatibile con ogni device.

Oggi più che mai, la navigazione in rete avviene per lo più da dispositivi mobili (soprattutto smartphone): avere una landing page “responsiva” - che si adatta cioè alle diverse dimensioni degli schermi - è indispensabile.

Mossa #11. Non dimenticare i feedback.

Dedica parte della landing page ai feedback ricevuti dai clienti: per convincere l’utente della validità di un prodotto/servizio non c’è niente di meglio che le opinioni (positive ovviamente!) di altre persone che hanno trovato la soluzione più idonea al loro problema e sono rimaste soddisfatte.

Acquisire nuovi clienti o contatti si può!

Realizzare una landing page mirata all’acquisizione di clienti o contatti richiede sicuramente impegno perché gli elementi da considerare affinché tutto funzioni sono molti.

Se sei attratto dall’idea di aumentare le vendite o ottenere contatti grazie ad una landing page che converte, chiamaci subito!

Insieme, affronteremo un percorso a tappe per:

  • identificare il tuo target di riferimento;
  • individuare le sue esigenze e necessità e quanta urgenza ha di risolvere il suo problema o bisogno;
  • studiare il suo percorso d’acquisto;
  • capire perché dovrebbe scegliere ciò che offri tu ovvero ciò che differenzia il tuo prodotto/servizio da quello dei tuoi concorrenti;
  • e, infine, proporgli la miglior soluzione possibile.

Tutto questo ci servirà per definire stile e tono di voce dell’offerta, elaborare un copy persuasivo, scegliere le immagini più adatte allo scopo, posizionare correttamente tutti gli elementi della pagina per concorrere al suo successo.

Accompagneremo l’utente che è atterrato sulla landing page attraverso un funnel di vendita appositamente progettato per cancellare ogni suo dubbio ed indurlo all’azione, trasformandolo da semplice visitatore in cliente!

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Come creare un sito e-commerce che vende

Nell'epoca dei colossi dell'e-commerce come Amazon e Ebay è ancora possibile ritagliarsi un proprio spazio in rete per vendere online?

Aprire un negozio virtuale per vendere su internet in sé non è particolarmente complicato: le difficoltà insorgono nel momento in cui il nostro shop deve funzionare cioè generare vendite!

Oggi tutti noi utilizziamo internet per le transazioni commerciali con molta disinvoltura: è comodo e non ci fa perdere tempo. Grazie al web, abbiamo la possibilità di ottenere maggiori informazioni sulle cose che vogliamo acquistare: questo ci consente di essere consumatori più consapevoli ed amplifica le nostre possibilità di scelta.

Visto che il numero di consumatori che preferisce il web per i propri acquisti è in costante crescita, perché creare un sito e-commerce profittevole è così difficile?

vendere con ecommerce

INDICE DEI CONTENUTI

Difficoltà o opportunità?

Le prime obiezioni che vengono in mente a chiunque pensi di avviare uno shop online sono quasi scontate.

Come faccio a battere la concorrenza visto che nel settore di mercato dove voglio collocare il mio prodotto o servizio non sono solo? Come posso intercettare potenziali clienti visto che il solo fatto di essere presente sul web non basta più? Come faccio a convincerli all’acquisto visto che il solo fatto di essere visibile in rete non è più sufficiente?

Dubbi più che legittimi... ma c'è una buona notizia: tutte queste (quasi apparenti) difficoltà possono trasformarsi in opportunità! Il segreto sta nello spostare il nostro punto di vista.

Perché concentrare i nostri sforzi sui competitors quando è sul nostro target, sui suoi bisogni e sulle sue esigenze che dobbiamo focalizzare tutta la nostra attenzione?

Occorre interrogarsi sulla ragion d'essere del nostro prodotto o servizio in rapporto alle necessità dei suoi possibili consumatori per progettare un e-commerce in grado di vendere.

7 regole d’oro per un e-commerce efficace.

Il segreto di un e-commerce che funziona sta nella pianificazione di una corretta strategia che deve precedere la successiva fase di sviluppo: per questo motivo, nella progettazione di un sito per la vendita online occorre seguire regole precise!

Regola #1: capire il pubblico per fornire soluzioni concrete.

Comprendere chi sono i tuoi potenziali clienti e quali esigenze hanno è fondamentale per rispondere in modo coerente ai loro intenti di ricerca.

Definire il target di riferimento prima di sviluppare un sito e-commerce ti permette di capire:

  • quali sono le informazioni che desidera davvero ricevere l’utente;
  • con quale linguaggio pone le sue interrogazioni al motore di ricerca.

Questi elementi sono indispensabili per produrre contenuti di qualità in grado di:

  • descrivere i prodotti oggetto dell’e-commerce in modo originale, creativo ed utile per il potenziale acquirente;
  • fornire risposte concrete agli utenti che hanno bisogno di soddisfare i loro bisogni informativi (ad esempio tramite i post della sezione blog integrata all’interno del sito).

In termini di visibilità, in questo modo si centra un duplice obiettivo: intercettare sia chi naviga in rete con il preciso scopo di comprare, sia coloro che sono alla ricerca di semplici informazioni (preliminari ad un acquisto futuro).

Regola #2: essere attraenti per i motori di ricerca.

Studiare il pubblico e le sue esigenze ti aiuta anche nella scelta delle parole chiave da utilizzare per ottimizzare il tuo sito e-commerce affinché sia in grado di scalare le vette dei motori di ricerca (e ridurre così lo sforzo economico per eventuale advertising a pagamento).

Come abitualmente si fa quando si realizza un sito vetrina, è opportuno applicare precise strategie SEO on-page:

  • impostando in maniera chiara l’alberatura del sito (categorie e sottocategorie della sezione commerciale ed eventuali articoli e blog post per la sezione informativa);
  • applicando correttamente le necessarie regole tecniche lato codice (url, tag, attributi, etc...);
  • creando tag-title e meta-tag description adeguati per ogni pagina web;
  • facendo capire a Google quali pagine indicizzare e quali no, così che non tenga conto dei contenuti duplicati (che, in un sito e-commerce, sono inevitabili).

Regola #3: dirottare il traffico nella giusta direzione.

Se interrogato, il motore di ricerca fornisce all’utente una pagina di risultati, la SERP (Search Engine Results Page): l’utente, cliccando sul risultato che lo convince di più, si aspetta di trovare subito ciò di cui ha bisogno.

Occorre quindi fare in modo che, tra il clic (ricerca di una soluzione) ed il risultato restituito da Google (soluzione del problema), non ci siano passaggi intermedi: le azioni di ottimizzazione di un sito e-commerce devono essere mirate anche a questo!

L’utente correttamente profilato che clicca sul risultato in SERP deve approdare direttamente sulla scheda prodotto progettata per convertire (una Landing Page o pagina di atterraggio) senza neanche passare per la home del sito: se tutto funziona, le probabilità che abbandoni la pagina perché non pertinente con il suo intento di ricerca si riducono notevolmente.

Regola #4: essere veloci perché nessuno vuol perdere tempo.

Parlando di velocità, i fattori che giocano un ruolo fondamentale nella fruizione di un sito web (compreso un e-commerce) sono due:

  • le tempistiche di visualizzazione (sono davvero pochi gli utenti che hanno pazienza di aspettare un sito troppo lento. Tra l’altro, anche Google ha recentemente dichiarato che la velocità è un fattore tenuto in considerazione dai suoi algoritmi per il posizionamento di un sito);
  • l’impegno in termini di tempo per lasciare i propri dati (registrazioni, compilazione form di contatto, etc…).

È ovvio che, soprattutto in un sito di vendita on-line, bisogna evitare a tutti i costi che l’utente abbandoni la pagina prima di aver effettuato la transazione commerciale. Nella creazione di un sito di e-commerce, quindi, occorre stare particolarmente attenti alle performances dal punto di vista della rapidità di caricamento ed all’eliminazione di ogni passaggio superfluo nel processo di vendita (registrazioni opzionali, form con pochi campi e, comunque, facili da compilare, etc…).

Regola #5: assicurare l’accessibilità anche da mobile.

Inutile ripeterlo: è noto che la maggior parte del traffico in internet oggi proviene dagli smartphone. Siamo sempre connessi e navighiamo in rete non solo quando ne abbiamo effettivamente bisogno, ma anche quando abbiamo del tempo da occupare (ad esempio sull’autobus, in sala d’attesa dal medico, in coda alla cassa del supermercato).

Anche uno shop on-line, quindi, non può più permettersi di non essere “responsive”. Come per un sito vetrina tradizionale, anche un sito di e-commerce deve essere completamente adattabile alle dimensioni di ogni tipologia di schermo, così che possa essere fruito dall’utente in qualsiasi momento ed attraverso qualsiasi dispositivo.

Regola #6: facilitare l’uso per una migliore esperienza nell’acquisto.

Quante volte di fronte ad una pagina web (ma anche di fronte ad un oggetto di uso quotidiano) ti sei chiesto: “e adesso? cosa devo fare? come devo agire?”.

Rispettare i principi dell’usabilità nella progettazione di un sito internet vuol dire renderlo facilmente ed intuitivamente fruibile da parte dell’utente: quando si tratta di un e-commerce, la questione è ancora più delicata.

La qualità dell’esperienza d’acquisto può decretare il successo o il fallimento di un progetto di vendita on-line: per questo, un sito e-commerce deve essere accuratamente progettato per ridurre ogni sforzo cognitivo dell’utente, eliminando ogni ambiguità relativa alle conseguenze delle sue azioni e facendo in modo che abbia un rapido feedback ad ogni azione compiuta.

Regola #7: proteggere i dati per garantire la sicurezza delle transazioni.

Garantire la sicurezza delle transazioni commerciali è per un e-commerce di importanza fondamentale: tutti i siti web (non solo quelli progettati per la vendita on-line) è bene siano realizzati in HTTPS, protocollo che presenta forme di crittografia e controllo della privacy estremamente sicure.

In questo modo, grazie al documento elettronico denominato “certificato SSL”, le informazioni sensibili quali dati anagrafici, indirizzo e-mail, numero di carta di credito, etc... sono adeguatamente protette: è inoltre fondamentale integrare nei siti e-commerce solo metodi di pagamento certificati.

Il tuo sito e-commerce non genera vendite?

Forse, leggendo queste righe, ti sei fatto un’idea del perché non ottieni i risultati sperati con il tuo shop on-line. 

Molti sono i fattori che concorrono alla buona riuscita di un progetto e-commerce:

  • la comprensione del target di riferimento e dei suoi bisogni;
  • l’applicazione di una mirata strategia SEO;
  • la corretta progettazione delle pagine di atterraggio;
  • la velocità di caricamento delle pagine web;
  • la piena accessibilità anche da mobile;
  • la facilità d’uso per un’ottima esperienza d’acquisto;
  • la protezione dei dati per garantire transazioni sicure.

E non è tutto. Gli elementi su cui focalizzare l’attenzione sono ancora molti.

NON CREARE OSTACOLI AL PROCESSO DI CONVERSIONE. Semplifica ogni pagina il più possibile concentrandoti su ciò che serve davvero per non sovraccaricare l’utente con troppi stimoli.

OTTIMIZZA IL CARRELLO PER LA SPESA. Identificalo con un’icona chiara, sempre visibile in ogni pagina, che riporti il numero di prodotti che l’utente sta acquistando ed indichi chiaramente la somma che dovrà pagare.

METTI SEMPRE IN PRIMO PIANO IL MODULO DI RICERCA in ogni pagina, qualsiasi essa sia.

CREA PAGINE 404 FUNZIONALI. L’utente che atterra su una pagina di errore deve poter ritornare sui propri passi senza perdere di vista la strada che stava percorrendo: allo scopo, inserisci sulla pagina stessa menu, link e modulo di ricerca (e fai anche in modo che sia gradevole esteticamente!).

AGEVOLA LA NAVIGAZIONE IL PIÙ POSSIBILE. Crea menu semplici ed intuitivi senza troppe voci, anchor text o pulsanti che indicano chiaramente le azioni da eseguire (evita imperativi come clicca! vai! scopri!), filtri di navigazione che agevolano l’utente nella gestione delle proprie ricerche, breadcrumbs che gli consentono di sapere in ogni momento in quale sezione del sito si trova.

Se sei attratto dall’idea di avere un negozio on-line che genera vendite (finalmente!) grazie ad un sito e-commerce efficace, rivolgiti ad una web agency professionista.

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Come posizionare il sito web con la SEO

Oggi si parla tanto di SEO (Serch Engine Optimization): ma di cosa si tratta effettivamente?
Le strategie SEO sono così importanti per le performance di un sito web?

Partiamo da una semplice considerazione: le attività svolte dalle persone in rete cominciano quasi sempre con la ricerca di qualcosa.
Come fare per risparmiare sulla bolletta? Quando sarà trasmessa la nuova stagione della mia serie preferita? Dove trovo il miglior ristorante di pesce in città?

Ogni giorno, interroghiamo i motori di ricerca per avere risposte alle nostre domande: ed i motori di ricerca (Google prima di tutti) cercano di fornire i migliori risultati possibili alle nostre interrogazioni.

“Fare SEO” significa mettere in pratica precise strategie per stabilire un dialogo perfetto tra noi e la nostra audience attraverso i motori di ricerca...

...con uno scopo ben preciso: fare in modo che il nostro sito si posizioni nei primi risultati (organici, NON a pagamento!) restituiti in SERP (Search Engine Results Page, letteralmente la "pagina dei risultati del motore di ricerca").

Ma quali sono queste strategie?

Posizionare il sito web con la SEO

INDICE DEI CONTENUTI

Tutto inizia con la ricerca delle parole chiave.

Poiché le persone accedono ad internet per cercare risposte e soluzioni, qual è la prima cosa da fare se vuoi che il tuo sito web sia trovato con facilità?

Innanzi tutto devi individuare le parole con i quali i tuoi potenziali clienti stanno ponendo le loro questioni al motore di ricerca per usare il loro stesso linguaggio quando parlerai dei tuoi prodotti o servizi.

Per questo motivo, ancora prima di procedere alla progettazione tecnica e grafica del sito, è opportuno capire in che termini esprime le proprie necessità il target a cui ti rivolgi.

Capire la tua audience.

Per capire quali sono le esigenze del tuo pubblico ed il modo in cui sono espresse è essenziale affrontare 4 passaggi fondamentali.

PASSAGGIO #1: delineare il profilo del tuo o dei tuoi clienti ideali ovvero delle "buyer personas", personaggi semi-immaginari a cui attribuire - in base a ricerche di mercato e/o dati reali relativi ai clienti esistenti - le caratteristiche del consumatore-tipo dei tuoi prodotti o servizi.

PASSAGGIO #2: monitorare i luoghi digitali dove avvengono le discussioni tra gli utenti per individuare i termini (che, di seguito, chiameremo "parole chiave" o "keywords") dietro alle quali si celano esigenze, domande e problemi da risolvere.

PASSAGGIO #3: familiarizzare con gli strumenti tecnici (in rete sono reperibili tantissimi tools, gratuiti e a pagamento) che consentono di trovare nuove idee per le parole chiave, analizzarne le performance in termini di volumi di ricerca mensili e concorrenza (ovvero quanto è inflazionato il loro uso da parte dei concorrenti).

PASSAGGIO #4: analizzare ed organizzare gli elenchi di parole chiave, concentrandoti su quelle più pertinenti alla tua tipologia di business e più rilevanti per gli utenti con cui vuoi instaurare un dialogo. In questa fase è essenziale non dimenticare che i contenuti che costruirai intorno alle tue keywords dovranno apparire il più naturali possibile per agevolare l'esperienza del lettore: vale quindi la pena estendere il campo semantico di ciascun termine individuando sinonimi, occorrenze e parole chiave correlate.

Strategia SEO: sei pronto!

Una volta completato lo studio sulle parole chiave seguendo i 4 passaggi descritti nel paragrafo precedente, puoi cominciare a sviluppare la tua strategia SEO finalizzata al miglior posizionamento (“ranking”) sui motori di ricerca.

Dopo aver selezionato le keywords più idonee in base ai volumi di ricerca, alla pertinenza con il tuo prodotto/servizio, alla rilevanza loro attribuita dagli utenti ed alla concorrenza (ovvero l’uso che già ne fanno i tuoi “competitors”), hai tutti gli elementi che ti servono per procedere con le successive fasi di ottimizzazione “on-page” del sito web.

SEO "on-page": prima di tutto, l'ottimizzazione tecnica.

Il primo step consiste nell’ottimizzazione del sito internet dal punto di vista tecnico: queste azioni facilitano l’accesso al sito stesso da parte dei motori di ricerca così che possano correttamente indicizzare (ovvero inserire nei loro immensi database) le pagine web.

La struttura del sito.

L'individuazione delle keywords aiuta a mappare i contenuti (topic) del sito web e, di conseguenza, a strutturarne l'intera architettura (o alberatura).

Per prima cosa, occorre suddividere i contenuti in categorie gerarchiche. Questo permetterà di costruire pagine pilastro (c.d. "pillar pages"), cioè pagine-base che coprono tutti gli aspetti di un argomento.

Ogni pillar page rimanderà quindi, tramite link ipertestuali, a pagine di approfondimento relative a specifici subtopics (sottoargomenti molto dettagliati che consentono all'utente veramente interessato di entrare nello specifico di un topic).

Un’architettura semplice e lineare del sito influisce positivamente sia sull'esperienza dell’utente (perché ne agevola la navigazione), sia sul posizionamento (perché facilita il compito agli spider ovvero ai software che analizzano la rete alla ricerca delle pagine web da indicizzare e restituire agli utenti come risposta alle loro interrogazioni dette “query”).

E visto che si sta parlando di esperienza d'uso (e rischiando di andare un po' offtopic rispetto agli argomenti di questa pagina), ricordati dell'importanza di avere sul sito:

  • menu sempre bene in evidenza;
  • breadcrumbs (letteralmente "briciole di pane") ovvero stringhe testuali che indicano al visitatore in che pagina del sito si trova e attraverso quale percorso l'ha raggiunta;
  • link interni per agevolare la navigazione da una pagina all'altra.

Il codice HTML.

Il sito web così come lo vedi è il risultato dell’interpretazione da parte del browser che usi per navigare (Chrome, FireFox, Edge, etc…) del codice sorgente HTML con il quale il sito stesso è stato “costruito”. Questa parte del sito a te invisibile è proprio ciò che “vedono” i motori di ricerca: è quindi essenziale che anche il codice sia “ben scritto” ed ottimizzato in tutti i suoi elementi.

E questo cosa c'entra con l'analisi e l'individuazione delle parole chiave?

Quando si progetta un sito web in ottica SEO, l'obiettivo principale è sicuramente quello di catturare l'attenzione degli utenti: per fare ciò, non si può prescindere dall'intercettare l'attenzione dei motori di ricerca e semplificare loro la vita nello scansionare i contenuti che proponiamo.

Gli spider, i bot, i crawler (o comunque si vogliano chiamare i software che analizzano i contenuti di una rete per conto dei motori di ricerca) devono capire di cosa parla il sito così da indicizzarne correttamente i contenuti e proporli agli utenti come risorse utili (anzi, come le risposte migliori!).

Così facendo vincono tutti: il sito guadagna in visibilità, l'utente è felice perché risolve un problema, Google esulta perché è stato bravo nel fornire la risposta giusta al momento giusto.

Per questo motivo, è fondamentale ricorrere alle nostre parole chiave anche lato codice per scrivere correttamente ed in maniera comprensibile:

  • le “url” che indirizzano alle pagine web;
  • i “tag” che le descrivono (“tag-title” e “meta-tag description”) e quelli necessari alla creazione delle intestazioni al loro interno (heading tag “H1”, “H2”... fino a “H6”);
  • gli attributi che definiscono le caratteristiche di un elemento (ad es.: spiegano a parole il contenuto delle immagini) e quelli che forniscono istruzioni al motore di ricerca (ad es.: dicono a Google di non indicizzare una pagina).

La sitemap ed il file “robot.txt”.

Rapportarsi con le altre persone, raggiungere un luogo o usare un qualsiasi oggetto diventa facile quando abbiamo istruzioni chiare e vie d’accesso ben definite: allo stesso modo, anche Google preferisce non trovare ostacoli quando deve interagire con un sito web!

Sempre nell'ottica di facilitare la vita ai motori di ricerca, per una corretta ottimizzazione del sito devi avere cura di:

  • tracciare percorsi (“link”) attraverso i quali il motore di ricerca può agevolmente navigare, realizzando una vera e propria mappa (“sitemap.xml”) cioè un file che raccoglie in una lista ordinata tutte le pagine web che vogliamo siano indicizzate;
  • istruire Google in merito alle risorse da non considerare nella sua scansione attraverso la creazione di un semplice (ma fondamentale) file di testo denominato “robot.txt”.

E adesso i contenuti.

Dopo aver ottimizzato il tuo sito dal punto di vista tecnico è venuto il momento di concentrarti sui contenuti, ciò che interessa davvero al tuo pubblico... ...e se piaci agli utenti, Google ti premia!

Oggi i motori di ricerca sono capaci di comprendere il significato di ciò che scrivi e ti ricompensano quando produci contenuti in grado di soddisfare le esigenze degli utenti: in base alla qualità, alla pertinenza con quanto cercato da chi sta navigando ed all'originalità delle informazioni che fornisci, ottieni prestigio e visibilità.

Ricordi quanto detto all’inizio? L’approccio al web coincide quasi sempre con un intento di ricerca: e Google svolge bene il suo lavoro quando il “cliente” è soddisfatto dei risultati che gli vengono mostrati. Ma Google, in teoria, non produce contenuti, bensì propone i tuoi: per fare bella figura, quindi, sceglierà di mostrare quelli migliori!

Un’efficace strategia SEO, pertanto, deve necessariamente basarsi sulla buona scrittura di ottimi contenuti.

Impiegando un linguaggio naturale in cui l’utente possa ritrovare gli stessi termini che ha utilizzato per le sue ricerche in rete (ma anche distribuendo attentamente le keywords restituite dalle tue analisi ed i loro sinonimi), è il momento di produrre per il tuo sito contenuti che siano in grado di fornire informazioni valide e soluzioni concrete: essere identificati come interlocutore utile e credibile è oggi la miglior forma di pubblicità che puoi fare ai tuoi prodotti/servizi ed il miglior modo per rafforzare la reputazione del tuo brand.

Sarà l’utente a scegliere te in base alla facilità con cui ti trova, alla validità delle informazioni che gli fornisci ed alla fiducia che riesci a farti accordare!

L'altra faccia della SEO.

SEO off-page: ottimizzazione dei link in entrata.

Così come avviene quando utilizzi strade per raggiungere luoghi fisici, per spostarti in rete usi i “link”, cioè i collegamenti tra una pagina web e l’altra: anche i motori di ricerca si comportano allo stesso modo! Pensa ai luoghi più significativi di una città in termini di pubblica utilità (ad es.: il Comune o l’ospedale): di solito, più un posto è importante, più sono numerose e facilmente percorribili le vie d’accesso.

I link sono le “strade” di internet: più un sito è autorevole ed importante, più saranno tracciate strade verso di esso. Una corretta strategia SEO, quindi, deve essere mirata anche all’ottenimento di un buon numero di backlink: ma che siano di ottima qualità!

Poiché i motori di ricerca giudicano l’autorevolezza di un sito web anche in base al prestigio dei siti da cui riceve link, è fondamentale che i collegamenti che portano al tuo sito provengano da siti di qualità ovvero simili al tuo nei contenuti, allo stesso pertinenti e per quanto possibile rilevanti.

Altri fattori SEO on-page non direttamente correlati alle keywords.

User experience sempre in primo piano.

È chiaro che la soddisfazione dell’utente deve essere al centro di tutti i tuoi sforzi.

Esiste una serie di fattori che concorre a rendere l’esperienza di navigazione più piacevole, semplice e gratificante e che non bisogna trascurare mai quando si realizza un sito web o si sviluppa un e-commerce.

Prima di tutto, la velocità di visualizzazione del sito. Siamo fruitori di internet sempre più esigenti: nessuno di noi ha tempo da perdere aspettando che una pagina web si carichi, soprattutto se navighiamo dal nostro smartphone!

Ma è importantissima anche la modalità di visualizzazione di un sito. Quanto ci dà fastidio dover fruire un sito in versione desktop da mobile? ...caratteri minuscoli, link che non si riescono a selezionare perché non sono a misura di dito, zoomate che buttano il testo fuori dallo schermo!

Non dimenticare infine la tranquillità di una navigazione sicura. Non è certo piacevole lasciare i dati della nostra di credito se il browser ci sta avvertendo che il sito che vogliamo raggiungere “non è sicuro” (perché non è ancora passato al protocollo HTTPS).

Un utente soddisfatto consulta il tuo sito e, probabilmente, ci torna: se consideri che il comportamento di chi naviga (tempo di permanenza su una pagina web, numero di pagine visitate, etc...) è fattore di ranking per Google, è ovvio che deve essere una tua priorità evitare ogni spiacevole inconveniente che possa compromettere questa esperienza!

Fare SEO non è una passeggiata!

Applicare una strategia SEO efficace non è affatto semplice. Se hai un sito web o uno shop online, ma credi che sia completamente inutile perché essere presente su internet non ha portato alcun beneficio alla tua attività, forse è il momento di chiederti cosa c’è che non funziona!

Pensaci… puoi avere un negozio che vende articoli bellissimi, ma - se nessuno è in grado di trovarlo perché è nascosto e privo di indicazioni chiare che consentono di raggiungerlo - sarà difficile riuscire a venderne anche solo uno.

E, come per molte altre cose, è quasi impossibile ottenere risultati concreti con il fai-da-te: a meno che non sia un bravissimo idraulico, faresti rifare il bagno di casa tua a tuo cugino che di mestiere, magari, vende automobili? Per l’efficacia di un sito web la questione non cambia: per avere un prodotto di qualità occorre rivolgersi a professionisti seri.

Se sei attratto dall’idea di raggiungere le vette dei motori di ricerca grazie ad un sito web correttamente ottimizzato, rivolgiti ad una web agency professionista!

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